AISHA, MADRE DEI CREDENTI

Introduzione

Chi era Aisha ? Perché Silvia Romano, la volontaria recentemente liberata dai jihadisti somali dopo una lunga prigionia, ha scelto questo nome per la sua conversione all’Islam ?

 

Aisha è, molto semplicemente, la donna più importante dell’Islam. Strano, si direbbe. L’Islam non è forse quella religione che relega le donne in un ruolo subordinato, che le considera oggetti, che le costringe a coprirsi da capo a piedi ? No, non è così.

 

Chi è Aisha ?

Siamo all’inizio del Settimo Secolo dopo Cristo, a La Mecca. Muhammad (usiamo il nome originale arabo in luogo dell’italiano Maometto, che deriva invece dal turco Mehmet) ha già iniziato la sua predicazione, ma per il momento è riuscito a convincere solo pochi seguaci. E ha anche un altro problema. I notabili della città temono la sua insistenza sulla fede in un Dio unico. Sarebbe un disastro per i loro commerci, che si basano sulle grandi folle di pellegrini che arrivano in città per venerare i più diversi Dei nel grande santuario della Kabah.

Per isolare Muhammad si ricorre al complesso sistema di regole che determinano i rapporti familiari nella società araba del tempo. Il novello Profeta viene dichiarato non facente più parte del proprio clan familiare. Una volta privato della protezione del clan, chiunque può ostacolarlo, e persino ucciderlo, senza venire perseguito dalla legge.

 

Muhammad ha da poco perso la sua prima moglie, Khadija, le cui notevoli risorse economiche gli avevano permesso di diventare un membro influente e rispettato nella società della Mecca. Ma i soldi servono a poco senza la famiglia a sostenerti. Deve trovare qualcuno che lo protegga dai suoi nemici.

Così si rivolge all’unico amico che gli è rimasto: Abu Bakr, colui che diverrà il primo Califfo dell’Islam. Questi gli propone di sposare sua figlia, AISHA. In questo modo entrerà a far parte della sua famiglia, e lui potrà proteggerlo.

Abu Bakr è, inoltre, l’uomo più ricco di tutta Mecca. Gli altri notabili non possono nulla contro di lui, economicamente parlando.

 

Secondo una tradizione, Aisha avrebbe avuto solo nove anni al momento di sposare Muhammad. Ma non ci sono prove al riguardo. È certo comunque che doveva essere molto giovane, come era uso della società araba del tempo e in generale di tutte le società antiche, compresa la nostra, quella greco-romana.

 

A fianco del Profeta

Aisha e Abu Bakr furono tra i primi seguaci della nuova religione proclamata da Muhammad, insieme al cugino del Profeta, Alì.

Quando l’ostilità degli abitanti di Mecca crebbe ulteriormente, Muhammad comprese che non poteva più rimanere in città. Così, insieme a tutti coloro che avevano scelto di credere al suo messaggio, si trasferì nella città di Yatrib, che da allora si chiamò Medina (“città” in arabo).

Qui Muhammad costruì la prima moschea, che altro non era che la sua casa. Un grande cortile delimitato da un muro, appoggiate al quale c’erano altre case più piccole per le sue mogli.

 

Il Profeta infatti ebbe numerosi mogli. Questo era il costume all’epoca. La poligamia non fu inventata dall’Islam né imposta dal Corano. Esisteva già prima.

Muhammad sposò varie donne soprattutto per assicurarsi l’alleanza delle tribù che avevano deciso di sostenerlo e di diffondere il suo messaggio. Tra queste c’era persino una cristiana, Myriam, proveniente dall’Egitto.

 

Ma la moglie favorita rimase sempre Aisha. A lei Muhammad chiedeva spesso consiglio su come comportarsi con coloro che venivano da lui per sottoporgli domande, questioni e interpretazioni della Parola di Dio. E fu anche una delle prime persone a mettere per iscritto le parole pronunciate da Muhammad, che lui riteneva ispirate da Dio. Con il tempo, questo materiale eterogeneo sarebbe diventato il Libro Sacro dell’Islam, il Corano.

 

Tanto importante fu il ruolo di Aisha che le venne conferito l’appellativo di Madre dei Credenti. “Madre” in arabo si dice umm, e umma indica l’intera comunità islamica, diffusa in tutto il mondo.

 

Muhammad la difese anche da una falsa accusa di adulterio. Secondo una tradizione, durante una traversata del deserto Aisha era rimasta indietro. Accortosene, il Profeta inviò un guerriero a cercarla. Ci vollero però un giorno e una notte prima che la riportasse al campo. Qualche tempo dopo si diffuse la voce che, essendo rimasta sola con il guerriero per una notte, Aisha avrebbe commesso adulterio. Ma Muhammad proclamò la sua innocenza.

Sembra che la voce sia stata messa in giro da Alì, cugino del Profeta. Per questo Aisha avrebbe iniziato ad odiarlo, e in futuro si sarebbe opposta alla sua elezione a Califfo.

 

Anni dopo il Profeta sentì avvicinarsi la morte. Chiese perciò di essere portato nella casa di Aisha, e spirò tra le sue braccia. Fu seppellito proprio lì, sotto il pavimento. La sua tomba, ovviamente monumentalizzata, si può vedere ancora oggi a Medina, ed è uno dei luoghi più sacri dell’Islam.

 

Una donna in primo piano

Il ruolo di Aisha non terminò con la morte del Profeta. Tutt’altro. Dopo il breve regno di suo padre Abu Bakr, primo Califfo dell’Islam, sostenne anche il secondo, Omar. Sembra invece che abbia complottato contro il terzo, Othman, che sarebbe poi stato assassinato.

 

Di sicuro sfidò apertamente l’autorità del quarto Califfo, Alì, cugino del Profeta. Questi si aspettava di essere nominato suo primo successore, in virtù della sua stretta parentela con Muhammad e di essere stato il primo a credere nel suo messaggio, ancora prima di Abu Bakr. Ma i compagni del Profeta decisero altrimenti.

Alla morte di Othman, Alì decise di prendere in mano la situazione, e riuscì a farsi proclamare Califfo. Aisha non accettò questa scelta. E forse aveva anche motivi personali per odiarlo. Come abbiamo visto infatti sarebbe stato proprio Alì ad accusarla di adulterio. Così gli dichiarò guerra, e guidò personalmente un esercito contro di lui.

Questo scontro rimase noto come la Battaglia del Cammello, perché Aisha comandò i suoi uomini stando in sella al suo cammello.

La battaglia fu però vinta da Alì, che riuscì a catturarla. Non volendo però nuocerle in alcun modo la rimandò a Medina, dove rimase fino alla morte.

 

FONTI :

Massimo Campanini (a cura di), Dizionario dell’ Islam, BUR 2005

Anne-Marie Delcambre, Maometto. Il Profeta e l’ Islam, Universale Electa Gallimard 1993

Fred M. Donner, Maometto e le origini dell’ Islam, Einaudi 2011

Gabriele Mandel Khan, Islam, Electa 2006

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