RICCARDO GUALINO – L’IMPRENDITORE COLLEZIONISTA

Dove: Torino, Musei Reali.
Quando: dal 07 Giugno al 03 Novembre 2019.
Perché visitarla: per (ri)scoprire un grande protagonista dell’industria italiana.

Riccardo Gualino (Biella 1879 – Firenze 1964) fu un importante imprenditore piemontese. Fondatore di molte aziende nei campi più diversi, protagonista dell’economia italiana a cavallo di due secoli, capace di trattare da pari a pari con gli Agnelli e la FIAT, eppure oggi del tutto dimenticato. Persino nella città dove operò più a lungo, Torino, rimangono solo un palazzo per uffici, che pochi sanno essere stato costruito da lui, e una villa in collina, che negli anni Ottanta e Novanta dello scorso secolo fu sede di mostre ed eventi ed oggi è scomparsa dalla memoria cittadina.
Ai suoi tempi veniva chiamato “l’Avvocato”, come oggi avviene per Gianni Agnelli. La sua vita fu un susseguirsi di avventure, imprenditoriali ma anche personali: conobbe infatti l’esperienza del confino durante il Fascismo, e fu costretto poi all’esilio. Ma anche durante gli anni di lontananza non mancò di lasciare un segno.

Accanto all’attività di imprenditore portò avanti per tutta la vita quella di collezionista di opere d’arte. Tra i suoi amici più stretti vi furono infatti il pittore Felice Casorati, che lo ritrarrà insieme alla famiglia, e il critico d’arte Lionello Venturi, che ne guiderà le scelte, le ricerche e gli acquisti in materia d’arte, facendogli ad esempio scoprire le creazioni delle civiltà dell’Asia, e sarà curatore delle sue collezioni.

(Felice Casorati, Ritratto di Riccardo Gualino, 1922 – Collezione privata)

Nel 1908 acquista una villa nel borgo di Cereseto Monferrato, e la trasforma in un vero e proprio castello in stile neogotico, ispirato al Borgo Medioevale di Torino. Il castello, oggi purtroppo non visitabile, fu la prima sede delle sue collezioni. Nella mostra sono visibili alcuni dei pezzi che adornavano le sale del castello: ceramiche di Faenza e di Murano, un quadro di Van Dick, un fregio proveniente da un sarcofago romano.

(Il castello di Cereseto Monferrato – Foto tratta da Castelli, Rocche e Palazzi del Piemonte, di Valter Bruno e Gian Vittorio Avondo, Editrice Programma)

Nel 1928 si tiene la prima esposizione, in quella che è oggi la Galleria Sabauda di Torino. Lionello Venturi gli fa scoprire “i primitivi”, ovvero i pittori italiani del Duecento e Trecento che dipingevano su tavole con fondo d’oro. E una profusione di ori vi è anche nei gioielli, con pezzi risalenti all’antico Egitto, agli Etruschi, all’Impero Bizantino e ai Longobardi.
Nella stessa occasione vengono esposti anche i pezzi di arte orientale: bronzi cinesi, teste e statue di Buddha provenienti dal Tibet e dalla Cambogia degli Khmer, il popolo che costruì i templi di Angkor.
Ma l’opera più importante di tutte è senz’altro una Venere di Botticelli: l’artista rinascimentale ritrae la sua musa, Simonetta Vespucci, nella stessa identica posa del famosissimo quadro La nascita di Venere, oggi agli Uffizi.

(Sandro Botticelli, Venere, 1485-1490 circa – Torino, Galleria Sabauda – Foto di Stefano Tartaglino)

La mostra presenta una ricca selezione di questi pezzi, provenienti come detto dal castello di Cereseto Monferrato. Altri invece erano conservati nella sua villa di Torino, che fu distrutta dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’attività di Riccardo Gualino si manifesta anche nell’ambito del teatro, portato avanti in modo particolare dalla moglie Cesarina, che gli fu sempre accanto sia nella vita privata sia nell’amore per l’arte. Oltre ad uno spazio nella loro casa fu presto aperto al pubblico il Teatro di Torino, inaugurato nel 1925 con L’ italiana in Algeri di Rossini ma anch’esso, come la villa, caduto sotto le bombe.

Nemmeno gli anni del confino e l’esilio lo videro inoperoso. Spedito a Lipari dal regime fascista, ne approfitta per scrivere due autobiografie e un romanzo, ispirandosi a se stesso per il protagonista. Tornato dal confino, e perdurando l’ostilità del Fascismo, ripara a Parigi, dove in appena un anno fonda una società cinematografica. Con essa, che dal rientro in Italia si chiamerà LUX FILM, produce alcuni dei più grandi capolavori del nostro cinema: pellicole come Riso amaro, I soliti ignoti, Senso portano il suo marchio.

(La locandina del celebre film con Silvana Mangano – Foto di Stefano Tartaglino)

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