Iran, questo sconosciuto – Parte 2 di 5

L’IMPERO DEGLI ACHEMENIDI

(Leggi la parte 1 di questo post)

Dove : Medio Oriente – Asia Centrale
Quando : dal 2300 avanti Cristo al 2018 dopo Cristo
Perché : perché non è solo il paese degli ayatollah
Di cosa parleremo: del suo costante ruolo di ponte tra il mondo mediterraneo e l’Asia; delle sue religioni (al plurale); del perché è sempre stato centrale per l’Islam, di come è diventato quello che è oggi e di come è davvero, al di là della retorica (USA e occidentale in genere, ma anche islamica).

Abbiamo lasciato i Persiani nel momento in cui si scrollavano di dosso il potere dei Medi. Con loro nasce il primo dei tre grandi imperi dell’Iran. Durerà oltre 200 anni, si estenderà dall’Egitto all’India e verrà abbattuto solo da Alessandro Magno.

La dinastia regnante è quella degli ACHEMENIDI, che conta nomi famosi come Ciro il Grande, fondatore dell’impero, Dario, il grande costruttore della città di PERSEPOLI, e ovviamente Serse, l’acerrimo avversario dei Greci, vincitore degli Spartani di Leonida alle Termopili ma poi battuto nella battaglia navale di Salamina.

È proprio sotto gli Achemenidi che si afferma una nuova religione, radicalmente diversa da tutte quelle precedenti. Il primo monoteismo della Storia. Lo ZOROASTRISMO.
C’è un solo Dio, Ahura Mazda, e Zarathustra è il suo profeta. Conosciuto in Occidente come Zoroastro, è una figura sulla cui esistenza storica vi sono ancora molti dubbi (mentre non ve ne sono su Gesù e su Maometto). Sarebbe vissuto tra il Settimo e il Sesto Secolo avanti Cristo, ai tempi dei Medi. La sua religione, come i successivi monoteismi, si basa su un Libro Sacro: l’Avesta.

Con gli Achemenidi lo Zoroastrismo si diffonde in tutto l’impero persiano. In esso troviamo il concetto di un Dio buono, Ahura Mazda appunto, contrapposto ad uno spirito del Male; troviamo gli angeli e i demoni, il Paradiso e l’Inferno. Tutti concetti che le successive religioni monoteistiche gli copieranno spudoratamente.

Lo Zoroastrismo esiste ancora oggi, sebbene i suoi fedeli siano poche migliaia, concentrati in particolare nell’Asia Centrale, tra Iran, Afghanistan, Pakistan e India.

Dopo lo smacco delle “guerre persiane” gli Achemenidi non tentano più una conquista diretta della Grecia. Ma grazie all’enorme peso politico ed economico del loro immenso impero intervengono spesso nelle dispute interne delle varie città greche: in particolare sarà proprio grazie ai finanziamenti persiani che Sparta riuscirà infine a prevalere su Atene dopo una guerra durata 30 anni, il grande conflitto noto come “Guerra del Peloponneso”.

Ben presto però compare una nuova potenza: la Macedonia di Filippo II, il padre di Alessandro Magno. È lui, dopo aver sottomesso l’intera Grecia, ad avere l’idea di attaccare l’impero persiano. Ma muore in una congiura, lasciando i suoi progetti, e un esercito perfettamente addestrato, al figlio.

Prima di lasciare gli Achemenidi al loro destino è bene però sottolineare un aspetto importante. È infatti proprio durante il loro impero che nasce e si consolida il sentimento nazionale persiano, la coscienza di essere un popolo unico, unito, diverso da quelli vicini, che pur inglobati nel medesimo Stato sono pur sempre “altri”.

Questa forza di coesione permetterà alla cultura persiana di sopravvivere nei secoli: resisterà a quella greca portata dagli eserciti di Alessandro Magno, costituirà la base fondamentali dei due imperi successivi dei Parti e dei Sassanidi e saprà rimanere viva e vitale anche sotto l’Islam, fino ai giorni nostri.

Siamo arrivati all’anno 334 avanti Cristo. Alessandro Magno parte per la sua grande spedizione. È l’inizio di una straordinaria epopea che rimarrà a lungo nella memoria dei popoli dell’Asia, fino alla piena epoca islamica.

Una volta abbattuto l’impero degli Achemenidi, Alessandro prova a riunire Oriente e Occidente, attuando una mescolanza di tradizioni greche e persiane. Il suo progetto fallisce a livello politico, anche a causa della sua morte prematura, ma funzionerà benissimo sul piano culturale: dalla Turchia all’India tutte le dinastie che si susseguiranno nei secoli, sebbene presentino molti tratti orientali, e iranici in particolare, manterranno sempre un substrato greco. E quando sorgerà l’Impero Romano anche i Cesari beneficeranno di questo incontro.

Scomparso Alessandro i suoi generali si dividono l’impero. I territori dell’attuale Medio-Oriente, compreso l’Iran, entrano a far parte del regno di Seleuco, fondatore della dinastia che da lui prenderà il nome.

Il regno dei Seleucidi era il più esteso di tutti, poiché andava dalla costa siro-palestinese fino all’India. I territori più lontani (gli attuali Afghanistan e Pakistan) furono presto ceduti a un re indiano, per via soprattutto dell’impossibilità di controllarli.

L’Iran continuò invece a essere parte del regno, e i Seleucidi avevano tutte le intenzioni di conservarlo. Ma in una piccola provincia del nord iniziava a muovere i primi passi il popolo che l’avrebbe strappato al loro controllo, fondando il secondo dei tre imperi persiani: i PARTI.

 

FONTI:
Pierre Briant, I Persiani e l’impero di Dario, Universale Electa Gallimard 1995
Domenico Musti, Storia greca, Laterza 2010

 

(Leggi la parte 3 di questo post)

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