IL PURGATORIO. STORIA DI UN REGNO ULTRATERRENO

Come è nato il purgatorio?

 

La prima cosa importante da sapere è che il purgatorio non è mai citato nella Bibbia. Esistono solo l’inferno e il paradiso.

 

Ma allora com’è nato? E come si è arrivati a credere nella sua esistenza?

 

Non l’ha nemmeno inventato Dante, come si potrebbe facilmente pensare.

Anzi, al suo tempo il purgatorio era ancora abbastanza “giovane”, essendo stato riconosciuto solo da poco dalla Chiesa.

La parola stessa purgatorium non esiste fino alla fine del Dodicesimo Secolo.

Tra l’altro oggi, all’interno del Cristianesimo, solo i Cattolici credono nel purgatorio. Protestanti e Ortodossi no.

 

Il purgatorio non nacque subito come “luogo fisico”, e non era nemmeno collocato in un punto preciso.

L’inferno e il paradiso avevano una loro collocazione spaziale, sottoterra e nell’alto dei cieli.

Il paradiso terrestre era addirittura disegnato sulle carte geografiche.

Il purgatorio invece inizia ad emergere solo come idea, come possibilità.

 

Tra il Quarto e il Quinto Secolo dopo Cristo i grandi Padri della Chiesa – vale a dire Sant’Ambrogio, Sant’Agostino e San Gerolamo – si chiedono se sia ancora possibile salvare le anime dopo la morte.

Tra la scomparsa del corpo fisico e la sua resurrezione prevista alla fine dei tempi per affrontare il Giudizio Universale c’è ancora un lasso di tempo durante il quale le anime che rischiano la dannazione eterne possono essere sottoposte a una serie di prove.

Il superamento di queste prove eviterebbe loro il castigo eterno e le condurrebbe alla salvezza.

 

Nel Dodicesimo Secolo infine, insieme alla diffusione del termine, viene istituzionalizzata anche la credenza popolare secondo la quale le prove delle anime possono essere abbreviate e alleviate grazie alle preghiere dei vivi.

Pregare per l’anima di un defunto accorcerebbe la permanenza in purgatorio e permetterebbe di accedere più facilmente alla salvezza.

 

Questa credenza esisteva fin dal tempo dei primi cristiani. Lo testimoniano iscrizioni funerarie su singole sepolture e anche un testo letterario che sarebbe diventato famoso, la Passione di Perpetua e Felicita

 

Come è fatto il purgatorio?

Ma com’è fatto il purgatorio?

Ricordiamoci sempre che siamo prima di Dante, e che quindi tutta la costruzione concettuale da lui immaginata nella Commedia è di là da venire.

 

Innanzitutto dobbiamo tenere presente l’idea di GIUDIZIO DEI MORTI.

Quando una persona muore viene sottoposta ad un procedimento giudiziario, che dovrà valutarne le azioni buone o cattive commesse in vita.

Questo concetto era già presente nell’antico Egitto, con la cosiddetta “pesatura del cuore”: secondo le credenze degli Egizi il cuore del defunto era posto su una bilancia, e doveva risultare più leggero di una piuma; in caso contrario l’anima del defunto sarebbe stata divorata da un mostro.

L’idea esiste anche nella mitologia greca: ci sono tre giudici dei morti – Minosse, Radamanto ed Eaco – che in vita furono saggi e giusti e per questo premiati con questo importante ruolo.

 

Con il tempo – a partire dall’epoca dei Padri della Chiesa ricordati sopra – si sviluppa il concetto di PECCATO VENIALE.

Infatti ci si rese conto che non era sempre possibile ricondurre l’esperienza umana solo alla pura perfezione del santo e alla pura cattiveria del malvagio.

Doveva dunque esistere una categoria intermedia di peccati, più leggeri, che potevano essere valutati caso per caso.

Il purgatorio è proprio il luogo in cui l’anima di una persona fa ammenda dei peccati veniali.

 

Il purgatorio è il luogo dove le anime sottoposte a giudizio trascorrono il tempo tra la morte del corpo fisico e il Giudizio Universale.

Dato che comunque, dopo aver superato le prove, sono destinate alla salvezza, il purgatorio non si colloca esattamente a metà tra l’inferno e il paradiso, ma è più spostato verso l’alto.

 

L’elemento principale che purifica le anime del purgatorio è il FUOCO.

Il valore purificatore delle fiamme era ben noto a tutti i popoli fin dalla più remota antichità, e viene ripreso dal Cristianesimo.

A confermare l’importanza del fuoco per i Cristiani è una frase di San Paolo: <<  il fuoco proverà il valore di ciascuno >> (Prima Lettera ai Corinzi, 3, 13).

Queste parole saranno la base su cui il Cristianesimo medioevale costruirà il purgatorio.

 

Dove si trova il purgatorio?

Creato il luogo si cercò di trovargli una collocazione geografica, come era avvenuto per il paradiso terrestre.

Inizialmente si pensò alla Sicilia e all’Etna. Il fuoco del vulcano era infatti ben noto e spesso visibile. Ma considerazioni di ordine politico e una vecchia tendenza a considerare la montagna e i suoi recessi come ingresso dell’inferno fecero abbandonare questa ipotesi.

 

Miglior fortuna ebbe una proposta proveniente dall’altro capo d’Europa, e precisamente dalle Isole Britanniche, terre che oltretutto erano di evangelizzazione abbastanza recente.

Si tratta del PURGATORIO DI SAN PATRIZIO, luogo intorno al quale si sviluppò presto un pellegrinaggio – che dura ancora oggi – e che trovò spazio anche in un’opera letteraria, divenuta fin da subito un “bestseller” del Medioevo.

San Patrizio è, come noto, il patrono dell’Irlanda, che convertì gli ultimi popoli celtici ancora pagani. L’Irlanda non fece mai parte dell’Impero Romano, e quindi non era stata raggiunta dal Cristianesimo.

 

 

(L’isola di Station, nel lago irlandese Lough Derg, contea di Donegal)

 

Il viaggio ultraterreno

Con l’inizio del Medioevo infatti si diffuse negli ambienti religiosi il tema del VIAGGIO ULTRATERRENO.

Monaci ed ecclesiastici particolarmente pii sono accompagnati dagli angeli a visitare le regioni dell’aldilà. Sono visioni, o a volte sogni. E tutti ci credevano sul serio.

Le opere letterarie che raccontano questi viaggi non sono un gioco erudito tra persone colte, ma sono sentite come testimonianze di un’esperienza vera, reale.

 

Dante, dunque, non ha inventato nulla, ma anzi si inserisce in una tradizione che ai suoi tempi era già ben consolidata.

Ha certamente letto alcuni di questi testi, di certo almeno quelli conservati nelle biblioteche pubbliche e private che ha potuto frequentare, sia negli anni della sua formazione sia in quelli dell’esilio.

Forse avrebbe poi potuto conoscere un racconto analogo di matrice islamica, il Libro della Scala (ne abbiamo parlato qui: https://stefanotartaglino.it/dante-senza-paura-la-commedia ).

 

Il purgatorio oggi

Oggi l’esistenza del purgatorio è un DOGMA della Chiesa Cattolica, e solo di questa, stabilito nel Concilio di Trento (1545 – 1563), il grande consesso riunitosi per reagire alla sfida posta dalla Riforma Protestante.

 

Da un punto di vista teologico, però, il purgatorio non è concepito come un “LUOGO”, ma come uno “STATO”.

L’anima non si trova in un posto definito, bensì in una condizione.

Stabilite e ordinate queste due cose, la Chiesa Cattolica lascia all’opinione personale di ciascuno di immaginarsi come sia fatto il purgatorio.

 

 

FONTI:

 

Jacques Le Goff, La nascita del Purgatorio, Einaudi 1982 (e ristampe seguenti)

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