CANOVA. Vita di uno scultore – Maria Letizia Putti

Canova. Vita di uno scultore è una biografia romanzata del grande artista neoclassico, scritta da Maria Letizia Putti, autrice RAI, docente di Arte e Letteratura e bibliotecaria presso l’Istituto Superiore di Sanità.

Il libro è pubblicato da Graphofeel, piccola realtà editoriale nata nel 2009, risolutamente NON a pagamento e che vanta già un ricco e diversificato catalogo.

 

Antonio Canova è chiamato familiarmente Tonino per distinguerlo da Antonio d’Este, amico, confidente e collaboratore di tutta una vita.

E viene raccontato in modo inedito. Non più attraverso la magnificenza delle sue creazioni e lo stile spesso inutilmente tecnico e ampolloso dei manuali di Storia dell’Arte, ma con lo sguardo volto al suo quotidiano. I difficili inizi nel natio paesino veneto di Possagno, a cui rimarrà sempre legato. I primi successi a Venezia, la Serenissima Repubblica ormai giunta alla fine della sua grande parabola storica. Il trasferimento a Roma, dove esploderà il suo genio.

 

L’autrice si sofferma sul carattere dell’artista, timido e riservato al punto da sentirsi in imbarazzo alla presentazione delle sue stesse opere. Sulla sua estrema parsimonia, nata negli anni in cui ancora doveva affermarsi e sempre mantenuta anche una volta raggiunta l’agiatezza economica. Sulla sua generosità, che lo portò – una volta divenuto famoso – a sostenere in ogni modo gli artisti emergenti. Sulla sua dedizione totale al lavoro e all’Arte, senza alcun riguardo per la propria salute, e sul rammarico di non aver potuto formare una famiglia.

 

Alla sua timidezza si accompagnavano però una schiettezza e una sincerità totali. Rifiutò sempre di farsi cortigiano di qualcuno, nobile, re, Papa o imperatore che fosse. Osò opporre un rifiuto persino a Napoleone, che lo voleva alle proprie esclusive dipendenze a Parigi. Il suo atteggiamento aperto gli valse la stima di tutti i grandi d’Europa, che essendo ovunque circondati da falsa adulazione apprezzavano il suo parlare diretto e senza fronzoli.

 

Il successo sempre crescente lo portò ad ampliare più volte i suoi ambienti di lavoro, fino a comprendere un intero quartiere di Roma. Il suo studio funzionava come una fabbrica, con molte opere realizzate in contemporanea grazie all’aiuto di giovani allievi, ai quali affidava le fasi iniziali del lavoro per poi intervenire in quelle più complesse, e specialmente nella resa finale.

Lo studio stesso divenne una meta da visitare. I viaggiatori stranieri che compivano il Grand Tour in Italia, dove li attendevano le città d’arte e i siti archeologici, non volevano ripartire da Roma senza aver ammirato il grande artista al lavoro.

 

Convinto sostenitore dell’Arte come necessaria al progresso di una nazione, spese molte energie nell’assicurare una degna collocazione ai reperti e alle statue antiche che emergevano dal sottosuolo di Roma. In questo fu aiutato dal Papa, Pio VII, che ne condivideva lo slancio e gli ideali e fu sempre suo protettore.

Riconosciuto da tutti come il più grande artista italiano, dopo la caduta di Napoleone fu inviato in Francia per recuperare le opere d’arte indebitamente sottratte all’Italia durante le campagne militari francesi. A lui dobbiamo il ritorno di molti capolavori rubati sul serio, questi sì, non come la Gioconda, che al contrario fu legalmente venduta.

 

Canova. Vita di uno scultore è un libro che restituisce la vita quotidiana, le ansie, le preoccupazioni, i discorsi, i viaggi, il pensiero di un genio che nonostante i successi e la straordinaria carriera rimase sempre umile, sincero e generoso.

 

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