Alta finanza: e se fra un secolo…?

Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto, grazie al romanzo New York di Edward Rutherfurd, come è nata Wall Street e come, fin dall’Ottocento, si sia sviluppata un’ “economia irreale”, completamente slegata dalla realtà.

La situazione di oggi, purtroppo, la conosciamo bene. Ma cosa potrebbe succedere in futuro ?

Anche questa volta una possibile risposta ce la offre un romanzo : New York 2140, di Kim Stanley Robinson.

È un romanzo di fantascienza, appartenente al genere (oggi di moda) della distopia: le storie distopiche immaginano un futuro in cui le tensioni che già oggi percorrono il mondo sono esplose, creando nuove società basate sui peggiori estremismi, politici, religiosi o scientifici che siano. Capostipite del genere è il celebre romanzo di George Orwell 1984, luogo di nascita (in tutti i sensi) del Grande Fratello, mentre il nuovo corso oggi di moda è stato inaugurato da Hunger Games di Suzanne Collins, divenuto ben presto un film.

New York 2140 si inserisce pienamente in questo filone. Nonostante questo non ha ricevuto, almeno in Italia, l’attenzione che merita: la Casa Editrice che lo ha pubblicato è ben nota nel nostro panorama editoriale, ma poiché si dedica prevalentemente a romanzi di genere fantascientifico nel senso classico, anche attraverso il recupero di autori del passato oggi divenuti icone come Ray Bradbury e Philip K. Dick, forse è stata percepita dai critici come rivolta ad un certo tipo di pubblico molto settoriale, e quindi non meritevole di attenzione per una più ampia platea di lettori.

I temi fondamentali del romanzo sono due, entrambi di stretta attualità: l’alta finanza e, soprattutto, il cambiamento climatico.

Nel futuro immaginato dall’autore infatti lo scioglimento delle calotte polari dovuto al riscaldamento globale ha portato all’innalzamento del livello dei mari. Gran parte delle città costiere sono state sommerse: New York è diventata un’immensa Venezia, dove al posto delle Avenue e dei Boulevard scorrono ampi canali, percorsi da imbarcazioni di ogni tipo. I grattacieli si sono trasformati in isole, e la vita quotidiana dei cittadini è condizionata dalle maree.

I vari protagonisti della storia si trovano ad affrontare una nuova bolla immobiliare, originata, ancora una volta, dall’alta finanza, che come di consueto opera truccando le carte.

Vediamo alcuni brani del romanzo:

<< Ecco, un classico esempio del crollo della fiducia è il 2008. Quella bolla era relativa ai mutui, detenuti da persone che avevano promesso di pagare e che non potevano effettivamente farlo. Quando sono risultati insolventi, dovunque gli investitori hanno tagliato la corda. Tutti cercavano di vendere all’istante, ma nessuno voleva comprare. Le persone che hanno venduto allo scoperto hanno guadagnato alla grande, ma tutti gli altri ci hanno rimesso le penne. Le società finanziarie hanno persino smesso di effettuare pagamenti già contratti, perché non avevano a disposizione il denaro per pagare tutti quelli con cui erano in debito e c’era la concreta possibilità che l’entità che avrebbero dovuto pagare non ci sarebbe più stata la settimana successiva, quindi perché sprecare denaro con quel pagamento, anche se era dovuto ? A quel punto nessuno sapeva più se un qualsiasi documento o titolo aveva un qualche valore, quindi tutti hanno perso la testa e sono andati in caduta libera. >>
<< E cosa è successo ? >>
<< Il governo ha immesso abbastanza denaro da permettere ad alcuni di loro di acquistare gli altri, e ha continuato ad immetterne finché le banche non si sono sentite più sicure e hanno potuto riprendere gli affari come al solito. I contribuenti sono stati costretti a pagare per coprire le scommesse perse dalle banche a cento centesimi per dollaro, un accordo che è stato fatto perché i dirigenti della Federal Reserve e del Tesoro provenivano dallo Goldman Sachs e il loro istinto è stato quello di proteggere la finanza. Hanno nazionalizzato la General Motors, una ditta automobilistica, e hanno continuato a gestirla finché non si è rimessa in sesto e ha pagato i suoi debiti. Alle banche e alle grandi ditte di investimento hanno però dato un vero lasciapassare. Poi le cose sono andate avanti come prima, fino al crollo del 2061, con la Prima Ondata. >>
<< E cosa è successo allora ? >>
<< Lo hanno rifatto daccapo. >>
Charlotte levò in alto le mani << Ma perché ? Perché perché perché ? >>
<< Non lo so. Perché funzionava ? Perché potevano farlo e cavarsela ? In ogni caso, da allora è stato come se avessero un modello di cosa fare, un copione da seguire, quindi lo hanno rifatto dopo la Seconda Ondata, e adesso potrebbe arrivare la quarta tornata o quale che sia il numero, perché bolle di questo tipo sono antiche quanto i tulipani olandesi o la stessa Babilonia. >>
Charlotte guardò verso i due analisti ritornati.
<< È esatto ? >>
I due annuirono. << È quello che è successo >> confermò in tono lugubre il più alto.
Charlotte si portò una mano alla fronte. << Ma questo cosa significa ? Voglio dire, cosa potremmo fare di diverso ? >>
Sollevai un dito, godendo di quel mio momento in cui ero un guercio in mezzo ai ciechi.
<< Potreste far scoppiare la bolla di proposito, dopo aver predisposto una reazione diversa al crollo che ne seguirà. >>
Puntai verso la città alta il dito che avevo sollevato oltre la mia spalla.
<< Se la liquidità fa affidamento su un costante flusso di pagamenti da parte di gente comune, come in effetti fa, allora potreste far crollare il sistema in qualsiasi momento voleste facendo sì che la gente smetta di pagare. Mutui, affitti, bollette, debiti studenteschi, assicurazioni sulla salute. Smettete di pagare tutti quanti nello stesso momento. Chiamatelo il Giorno dell’insolvenza del debito odioso, o uno sciopero generale finanziario, o inducete il Papa a dichiararlo un Giubileo, cosa che può fare quando vuole. >>
<< Ma la gente non si troverebbe nei guai ? >> chiese Amelia.
<< Sarebbero troppi. Non si può mettere tutti in prigione. Quindi, in un senso basilare del termine, il popolo ha ancora il potere. Ha la leva finanziaria a causa di tutte le leve. >>
[…]
<< E le agenzie di valutazione continuano a fare le leccaculo, per cui non avrai mai un avvertimento da loro. Non hanno mai visto una bolla a cui non avessero dato una tripla A di solidità. >>
<< Questo è vero >> ammise Larry accigliandosi un poco << Pare che non si riesca a indurle a comportarsi bene. >>
<< Si chiama conflitto di interessi. Vengono ancora pagate dalle persone che stanno valutando, quindi danno i risultati che sono pagate per fornire. Questo non cambierà mai. >>
<< Suppongo di no. >> Larry la studiò con curiosità. << Vedo che ti sei documentata sulla cosa. >>
<< Sì. Allora, cosa farai quando succederà ? Chi sarai ? Edson ? BERNANKE ? Herbert Hoover ? >>
<< Credo che dovrò suonare a orecchio. >>
<< Un’idea terribile. La gente darà i numeri, tu ti troverai sulla poltrona rovente, e solo allora ci penserai su ? >>
<< In passato ha sempre funzionato >> scherzò Larry, ma adesso la stava studiando più attentamente.
<< Dopo la Prima Ondata, Edson ha provato ad accoccolarsi e ad aspettare, e abbiamo avuto i terribili anni Sessanta, le carestie e il grande crollo dopo la Seconda Ondata >> osservò Charlotte << Nel collasso del 2008 BERNANKE ha studiato la Grande Depressione e ha capito che non poteva semplicemente rannicchiarsi e resistere. Ha gettato denaro nella falla e sono strisciati lontano dall’orlo del precipizio. È stata solo una recessione, invece di un crollo. >>
Larry stava annuendo.
<< Inoltre ricorda, una delle cose che hanno fatto è stato statalizzare la General Motors. Hanno lasciato andare a picco la Lehman Brothers senza salvarla, e poi hanno guardato tutto il mondo finanziario seguirla nell’abisso, e si sono resi conto che non potevano farlo con la vera economia, per cui hanno statalizzato la General Motors, ne hanno assunto il controllo, l’hanno rimessa in piedi e poi l’hanno rivenduta in seguito ai suoi azionisti, uscendone praticamente alla pari. Giusto ? >>
Larry continuava ad annuire, e la osservava più intensamente che mai.
[…]
Ricordava di aver sentito dire come dopo che l’uragano Katrina aveva investito New Orleans avevano costruito campi di lavoro per detenuti più in fretta delle strutture mediche. Si erano aspettati tumulti, quindi avevano messo in prigione la gente di colore a titolo preventivo. Questo però era successo nel XX secolo, nelle ere oscure, nell’epoca del fascismo, in patria e all’estero. Dopo le inondazioni avevano imparato la lezione, giusto ? Guardando la folla in quel parco devastato non poteva esserne certa. La gente era raccolta in gruppi, c’era una sorta di organizzazione, stavano facendo del loro meglio con quello che avevano.
Però dopo ogni crisi del secolo precedente, pensò, o forse di sempre, il capitale aveva stretto maggiormente il cappio intorno al collo della forza lavoro. Era un meccanismo semplice: crisi del capitalismo, si premeva con maggior forza lo stivale sul collo a ogni opportunità. Era stato dimostrato, era un fenomeno che era stato studiato, impossibile da negare per chiunque guardasse alla Storia. Era lo schema. La lotta contro quel nodo che si stringeva non era mai riuscita a trovare qualcosa su cui fare leva per sfuggire ad esso. Aveva una qualità da trappola per dita cinese: se si lottava contro di esso si giustificava una dura reazione, i campi di prigionia invece degli ospedali.

Come si vede, l’autore sottolinea un aspetto importante: i finanzieri del futuro conoscono benissimo le crisi del passato. Non solo quella che stiamo vivendo noi, iniziata nel 2008, ma anche la Bolla dei Tulipani nell’Olanda del Seicento, oggi riconosciuta come la prima crisi finanziaria dell’era moderna, e sempre più indietro nella Storia, fino ai tempi di Babilonia.

Per affrontare le crisi i finanzieri hanno dunque utilizzato sempre lo stesso schema, a proprio vantaggio, ovviamente. L’autore propone, per sfuggire a questo cappio, una soluzione che verrà attuata dai protagonisti del romanzo. Chissà se potrebbe funzionare anche nel mondo reale.

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